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Riporto (da qui) una lettera che scrive Jacopo Fo alla ministra Gelmini, collocandosi nel solco dei tanti prima di lui (a partire da Danilo Dolci e passando per Don Milan, Don Gallo e molti altri) che hanno arricchito la pratica (e la teoria) educativa con una prospettiva progressista e liberatrice. Buona lettura.
Gentile Gelmini,
Le scrivo per porle un problema di fondo della scuola italiana. Quello dell’insegnamento.
Allora, è da tempi non sospetti che un lungo percorso mi ha portato a allontanarmi dal tifo del calcio “in mondovisione”. Le ragioni sono molteplici e quale occasione migliore della coppa del mondo per riepilogarle.
A breve su questi schermi :-)
Oggi desidero raccontare una storia della Comuna di Jandira, un racconto che credo si ricolleghi in modo forse un po’ fumoso ma senz’altro accorato alla riflessione che si ricollega all’introduzione del prezzo precedente. Ebbene l’esperienza che sto conoscendo a Jandira, un municipio poco fuori S.
Sono reduce da un po’ di esperienze qui in Brasile, con le quali ho tentato di stare il più possibile in contatto per “immergermi” e capire certi meccanismi, il modo di organizzarsi e, forse un po’ pretenziosamente, qualcosa di più sull’umana natura. Vorrei proporvi alcune riflessioni in ordine sparso.
"In un mondo senza brevetti, proprietà privata e sfruttamento, non ci sarebbe bisogno di Cancelli, Finestre e Lavori."
Se questa frase vi dice poco (a meno che non siate inguaribili anarchici o nostalgici :-), provate a vedere come suona in inglese...
"In a world without patents, private property and exploitation, there will be no need of Gates, Windows and Jobs."
L'attacco di Israele nei confronti della nave di attivisti che portava aiuti umanitari e sostegno politico nella striscia di Gaza fa gelare il sangue nelle vene, perchè è una dimostrazione di forza ed arroganza che fa paura. Fa paura perchè il messaggio che Israele lancia è il seguente: "io posso permettermi di fare quello che voglio: guerre, stragi, campi di concentramento, non rispettare le decisioni dell'ONU, atti di pirateria... e nessuno può farci niente."
Riporto questo articolo di Frei Betto sulle prossime elezioni presidenziali brasiliane, tratto da alainet.org. A parte una (grossa) caduta sull’imperialismo brasiliano, l’articolo mette in evidenza come, al momento attuale, non ci siano candidati progressisti sulla “piazza” brasiliana. Buona lettura.
NB: La traduzione è mia e i commenti sono indicati tra parentesi quadre
Dichiarazione di voto
Splendida riflessione di Marcos al Caracol di La Garrucha il 2 agosto 2008 sul ruolo dei movimenti e sul rapporto con il potere. E analisi spietata delle "avanguardie". Buona lettura.
Riporto e traduco (con qualche considerazione tra parentesi quadre) parte di un indicativo articolo di Raul Zibechi, giornalista uruguaiano e da sempre studioso dei movimenti del SudAmerica (l’articolo completo può essere letto in spagnolo qui).
Decimo Forum Sociale Mondiale: sintomi di decadenza