I miti

In questa pagina ho voluto raccogliere personaggi (veri o fantastici) che in qualche modo (e in qualche tempo) hanno segnato la il mio percorso. Eccoli, in un ordine rigorosamente casuale. Buon divertimento!
NB: Ovviamente tutti i video sono codificati con Theora/Vorbis/OGG!!!

Sandokan

L'eroe creato da Emilio Salgari e portato al successo prima in televisione e poi al cinema dal regista Vincenzo Sollima insieme all'attore Kabir Bedi. Il mito della resistenza contro il colonialismo e il tiranno della civile Inghilterra. Il pirata che combatte per una utopia: Mompracem, il covo dei reietti dell'Indonesia che vivono la propria libertà.
Di seguito la scena chiave del film "La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa!", seguito della fortunata serie televisiva. In questa scena è concentrata tutta la filosofia politica del regista Sollima. Filosofia che non posso far altro che approvare.
Jamilah: "Sandokan, in questo momento in ogni parte del mondo dei soldati stanno portando via il raccolto ai contadini. E nemmeno tu puoi farci niente."
Sandokan: "Si ma io sono qui, adesso. E forse qualcosa posso fare. Io penso che fuggendo le cose piccole e vicine si finisce col non arrivare mai a quelle grandi e lontane"




don Andrea Gallo, il prete no-globa!

Da non credente non sono molti i preti che hanno la mia stima ed il mio rispetto: uno di questi, senza alcun dubbio, è il prete di strada di Genova. Il prete amico di DeAndré, dei tossici e delle puttane, il prete no-global (come rivendica don Gallo stesso) che era con noi durante il G8 di Genova.




In questo video due uomini (e due modi di intendere la propria umanità) a confronto: un povero prete (sulla sinistra) e un prete povero (a destra).


Bud & Terence, in "Porgi l'altra guancia"

Il film più impegnato della coppia, nel quale i ricordi di infanzia si mischiano ad alcune (semplici) massime "rivoluzionarie": i nostri sono due missionari da qualche parte nella giungla del Venezuela. In questa situazione difendono gli indios, denunciano il colonialismo e lo schiavismo mettendosi contro il signorotto locale e le gerarchie della chiesa che sono, ovviamente, dalla parte del marchese che spadroneggia nella zona. Addirittura, Terence fa delle lezioni di “guerriglia” (“quando il tuo nemico è più forte di te, devi colpire e scappare”) e, in un’altra scena, dopo aver liberato degli schiavi, dà loro una pistola dicendo: “non abbiate paura, usatela!”. Bud, quando un alto papavero delle gerarchie va alla sua missione e grida allo scandalo per il modo in cui i due missionari si comportano rivendica la loro consapevole pratica: la non imposizione del credo cattolico, il rispetto per i riti e le tradizioni locali (in una scena lo stregone benedice i due preti!) la mancanza di proprietà privata (“tutto quello che c’è nel villaggio è di tutti”), la mancanza di denaro (vedi seconda scena).
Ovviamente il tutto condito con scene e battute esilaranti, come quella, appunto, che dà il nome al film (vedi primo video).